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Una Virtus sempre più a immagine e somiglianza di Mumbrú

L’identità della Virtus Bologna 2026-27 continua a prendere forma: dopo poche settimane, la mano di Mumbrú è già evidente

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Coach Álex Mumbrú (Foto: Virtus Pallacanestro Bologna)
©Virtus Pallacanestro Bologna

Dopo un debutto a fari spenti in Supercoppa, la Virtus Bologna sembra aver trovato la quadra nel giro di qualche settimana. Il segreto? Semplice, un po’ di pazienza. Coach Álex Mumbrú lo aveva già annunciato il 10 settembre, in occasione della sua presentazione ai microfoni bolognesi: «Abbiamo tanti giocatori nuovi che devono capire quello che dobbiamo fare, ma l’obiettivo è migliorare giorno per giorno».

Il miglioramento si è senza dubbio visto e, soprattutto, ha portato punti preziosi sotto le Due Torri. In campionato, di fatto, le Vu Nere continuano nel loro percorso netto. Le vittime? Varese e Roma (sponda Maxima). In Eurolega, invece, dopo un avvio tortuoso, la strada si è appianata: prima due sconfitte (Fenerbahçe e Milano), poi altrettante vittorie (Olympiacos e Bayern Munich). Una crescita non casuale, ma frutto di una chimica che naturalmente andava costruita partita dopo partita, come in qualsiasi nuovo gruppo che si rispetti.

Virtus-Olympiacos (Foto: Virtus Pallacanestro Bologna)

 

Dalle parole ai fatti

Il tecnico catalano aveva poi proseguito col dire: «In attacco vogliamo correre e attaccare fin dai primi secondi di possesso; se questo non dovesse succedere comunque dobbiamo riuscire ad attaccare di squadra senza errori e forzature». Ecco, in men che non si dica, tutto questo è già diventato realtà sul parquet. In Eurolega, nonostante siano trascorse solo quattro giornate, alcune statistiche parlano da sole: terzi per triple tentate e quarti per conclusioni provate dal campo. Insomma, alla Virtus non piace proprio andare piano; e il volume così elevato di tiri, derivante dai tanti possessi giocati, ne è il diretto risultato.

Marcus Carr, Rasheed Bello e Trent Frazier incarnano sicuramente il motore della macchina bianconera: talvolta fuori giri, ma ardua da frenare se in ritmo. Il regista canadese è il reale metronomo della squadra, e non è un caso se al momento si distingue come il miglior distributore di palloni di tutta Europa (6.5). Inoltre, nella speciale classifica legata alle palle perse, le Vu Nere si posizionano al quarto posto con una media di 11.5 a partita (dietro solo al Barcellona, al Partizan e all’Hapoel Tel Aviv). Sebbene si tratti di un gioco frenetico e talvolta apparentemente disordinato, le Vu Nere vantano una non banale lucidità nella metà campo offensiva, sintomo di idee chiare e comuni a tutto l’organico.

Virtus-Olympiacos (Foto: Virtus Pallacanestro Bologna)

La chiave sono i rimbalzi

Infine, l’allenatore spagnolo si era soffermato sul valore imprescindibile di un aspetto tattico in particolare: «Dobbiamo correre dopo i canestri subiti, ma anche riuscire a vincere tanti rimbalzi offensivi e difensivi: ormai nella pallacanestro moderna i rimbalzi sono una componente fondamentale per vincere le partite e giocare in maniera veloce». Anche in questo caso, i giocatori hanno assorbito come spugne le sue intenzioni. Nonostante l’assenza di giganti nel roster bianconero, la Virtus si colloca sesta nella categoria di riferimento, a testimonianza dell’atletismo e della garra dei suoi interpreti.

A rubare la scena in questo senso è Aliou Diarra. Il suo è stato un inizio di stagione capace di superare le più rosee aspettative. Rispetto ai suoi primi giorni a Bologna, si è reso protagonista di una crescita vertiginosa. A riprova di ciò, prendiamo in mano le cifre in Eurolega: 11.8 punti e 7.5 rimbalzi (terzo in tutto il torneo). Come se non bastasse, il lungo maliano al momento si aggiudica anche il titolo di miglior rim protector della competizione, con 2.3 stoppate a gara.

È solo ottobre, sì, ma l’impronta di coach Álex Mumbrú è già ben visibile. In attacco, a rimbalzo e nel linguaggio del corpo si riconoscono tutte le sue cifre distintive. In difesa, però, persiste qualche sporadico blackout da risolvere. Detto ciò, l’unica via è quella del lavoro costante e maniacale, giorno dopo giorno. La squadra è coesa e i tifosi marciano dietro di lei. L’avvio di stagione è stato positivo, però la linea del traguardo è ancora distante.

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