Bologna FC
Certi amori non finiscono: la notte di San Valentino lega Bologna e Torino nell’amore per Sinisa
Come nelle grandi storie, la notte degli innamorati non sarà banale per Torino e Bologna, due società e due piazze a cui il serbo, nella sua seconda vita da allenatore, si è legato emotivamente

Mentre a Sanremo andrà in scena la serata dei duetti, sul prato del Dall’Ara venerdì sera si scontreranno Bologna e Torino. Due formazioni storiche del campionato di Serie A, con un passato glorioso ed un futuro tutto in divenire. Sono molte le cose che legano Rossoblù e Granata, dalle idee dei due allenatori, Italiano e Vanoli, votate all’attacco ed al pressing a tutto campo, ai tanti ex che si affronteranno in campo, Pobega, Masina e De Silvestri, ma soprattutto dall’amore verso chi ha lasciato un bel ricordo in entrambe le piazze: Sinisa Mihajlovic.
Bologna-Torino: nella notte degli innamorati il ricordo di Sinisa
Una vita da allenatore forse meno celebre rispetto a quella da calciatore, ma che sicuramente ha lasciato intravedere la parte più umana del sergente. La storia in panchina di Sinisa è indissolubilmente legata a Bologna e Torino, basti pensare che la sua prima vittoria da allenatore è stata proprio nel confronto tra queste due squadre nel lontano 2008. Una passione, quella dell’essere allenatore – molto diverso dal semplice ruolo di “fare l’allenatore” – che neanche la malattia è riuscita a fermare, e che l’ha guidato più volte al fianco dei suoi ragazzi anche quando il fisico non glielo permetteva.

Mihajlovic dirige l’allenamento del Bologna anche durante la malattia (fonte. Bologna FC 1909)
È proprio sotto le ombre della Mole e delle Due Torri, nonché nelle due piazze in cui ha lavorato più tempo, che Mihajlovic ha costruito tanto e si è legato ancor di più ai propri tifosi. In Piemonte il tecnico serbo ha gestito al meglio delle proprie possibilità la difficile eredità lasciata da Gian Piero Ventura, portando la squadra per due anni di fila al nono posto in campionato e lavorando molto bene con i giovani, in particolare con Andrea Belotti, che nel 2016/2017 sfiorò addirittura il titolo di capocannoniere.
Ma è a Bologna che il sergente ha dato il meglio di sé, cominciando quel percorso di maturazione che con Thiago Motta ha trovato sbocco nel capitolo Champions League. Un percorso iniziato da Sinisa e che, senza la malattia, avrebbe potuto – e sicuramente voluto – portare a termine in prima persona. Di una sola cosa c’è certezza però, venerdì sera Bologna-Torino avrà uno spettatore in più.
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