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Una Champions-disastro per l’Italia: il Bologna, alla fine, è solo sceso alla fermata prima

Con l’uscita di tutte le squadre ai play-off, il ranking UEFA si complica: una corsa che farà riflettere molti, anche sui meriti del Bologna

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Pallone Champions League 2024-25 - Bologna-Dortmund
(© Damiano Fiorentini)

Una debacle non quantificabile. La prima edizione della Champions League “allargata” per le squadre italiane può definirsi un disastro. Milan, Atalanta e Juventus eliminate da favorite ai play-off da Feyenoord, Club Brugge e PSV. Squadre, quelle italiane, a un passo dagli ottavi all’ultima giornata della prima fase.

Con le sconfitte, o le non-vittorie se guardiamo al Milan, degli ultimi due giorni il treno per la quinta squadra in Champions League si allontana sempre di più, e quasi definitivamente. Quanto successo negli ultimi giorni (anche se sarebbe meglio dire giornate, per i turni), però, insegna una cosa: un Bologna che sembrava un pesce fuor d’acqua nella competizione, per tutti, alla fine è solo sceso alla fermata prima di tutte, o quasi, le compagne d’avventura.

In cinque per un posto

È una brutta notizia per tutte le pretendenti a un posto in Champions League, un eliminazione così precoce da parte di ben tre squadre ai play-off. Con la Spagna che, nell’andata della scorsa settimana, aveva compiuto il sorpasso effettivo al secondo posto del ranking UEFA proprio ai danni dell’Italia, già la situazione non era delle migliori. Ieri, con l’effettiva eliminazione di tutte le italiane in gioco, tranne l’Inter già agli ottavi, si è complicata quasi eccessivamente. E quindi, con molta probabilità, si tornerà a guardare al campionato con la consapevolezza dei bei vecchi tempi: l’ultimo posto disponibile per la Champions League è il quarto.

Sarà una volata lunga e fatta da più protagonisti. Juventus, Lazio, Fiorentina, Milan e Bologna. In cinque per un posto. Poi, Europa League e Conference League. La Coppa Italia può essere un’opportunità in più per chi è ancora in corsa, come il Bologna, per tornare in Europa. È il momento di rimboccarsi le maniche, per tutti. E, forse, anche di fare un po’ di mea culpa, tra gli osservatori.

La caduta fa lo stesso rumore, anche quella del Bologna

All’inizio, dopo le prime giornate nelle quali il Bologna stava ancora prendendo le misure, a se stesso e al calcio europeo, sembrava essere l’unica nota stonata. Quasi il capro espiatorio. Questa narrazione è andata via via ad affievolirsi, vedendo i Rossoblù raccogliere una vittoria e due pareggi importanti, tra Dortmund e le due trasferte di Lisbona. Ma, se l’eliminazione di una squadra novella in Champions ha destato così scalpore, sempre per il mondo esterno (giusto specificarlo), queste ultime tre eliminazioni sono paragonabili a un Big Bang?

Si e no. La realtà sta nel mezzo: i Rossoblù, nel loro percorso, hanno fatto il massimo e sono usciti dalla Champions League con più di un rimpianto, vista la forma trovata nelle ultime partite. Altrettanto, le eliminazioni di Milan, Juventus e Atalanta hanno fatto male al nostro movimento: sia in ottica ranking e sia in generale, visti gli ultimi anni. Ma, tutto ciò, vale da insegnamento per il futuro: giudicare per partito preso, non è mai la scelta giusta, soprattutto nel calcio. Oggi, fanno tutte lo stesso rumore le cadute. 

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