Bologna FC
Empoli-Bologna: Italiano e la sua carta vincente, Thijs Dallinga
L’unica alternativa, senza se e senza ma: Vincenzo Italiano ha sempre creduto in Thijs Dallinga, e con l’assenza di Castro ancor di più

Mai dubitare della teoria del ketchup. Questo sembrava il monito di Vincenzo Italiano, quando in quella conferenza stampa pre-partita utilizzò per la prima volta questa metafora su Thijs Dallinga, raccontata dallo stesso attaccante, poi. E lui è il primo a non farlo, nemmeno quando le sue condizioni non sono al massimo.
Empoli-Bologna è stata decisa da Thijs Dallinga per la volontà di Vincenzo Italiano di metterlo in campo anche se la pubalgia non gli dà tregua, anche se le alternative potevano esserci. Ma, forse, il tecnico Rossoblù sapeva che sarebbe arrivato il suo momento.
Empoli-Bologna nel segno di Dallinga, via Italiano
“Ha giocato a Venezia sul dolore, difficile vederlo in campo anche contro l’Empoli”. Questo era il pensiero dei più nei giorni precedenti alla semifinale d’andata di Coppa Italia. Il protagonista? Thijs Dallinga. Ed effettivamente il ragionamento era giusto: l’olandese, che lotta contro la pubalgia da settimane, non era nelle condizioni perfette per farsi un back-to-back, per dirla in termini cestistici. Ma Italiano, su Dallinga, non ha mai avuto un dubbio. Non c’erano alternative per lui nella partita di martedì sera, e indovinate chi avva ragione, ancora una volta? Sapeva sarebbe arrivato il suo momento, e Italiano ha sempre creduto in Dallinga, attendendo come lo stesso attaccante una notte come quella del Castellani.
Continuità, per quanto possibile
Con Santiago Castro ai box, qualcuno aveva iniziato a fare gli scongiuri, sperando si potesse passare “indenni” il periodo senza il numero 9 Rossoblù. Ma, al Bologna, ci ha pensato il numero 24, nel segno del proprio allenatore. Per Italiano, una partita del genere da parte di Dallinga era solo questione di tempo. Ambientamento, cambio totale di vita e una continuità mai realmente trovata non hanno di certo aiutato l’attaccante olandese. Ecco, proprio la continuità è un passaggio fondamentale: si è visto anche con lo stesso Castro, banalmente. Per questo motivo, al di là dell’imminente – si spera – ritorno dell’attaccante argentino, è il momento per Italiano di provare a dare più continuità anche allo stesso Dallinga: titolare o subentrato, il ragazzo ha dimostrato di saperci fare quando serve, ma questo il mister sembrava già saperlo.
Fonte – Claudio Beneforti, Corriere dello Sport – Stadio
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