Bologna FC
Nicolò Cambiaghi: «Sentiamo di poter puntare a qualsiasi cosa, senza ossessioni, ma con la voglia di non avere rimorsi»
L’intervista a Nicolò Cambiaghi: l’infortunio e il lungo recupero, la voglia di essere decisivo e il sogno Champions League con il Bologna.

L’attaccante rossoblù Nicolò Cambiaghi si è raccontato in un’intervista di Alessandro Mossini sul Corriere di Bologna. L’ex Atalanta, tornato dopo cinque lunghissimi mesi in seguito alla rottura parziale del legamento crociato si è dimostrato un giocatore fondamentale per il percorso dei felsinei verso l’Europa. Carattere, grinta e voglia di cambiare lo stato delle cose, sono alcune delle sue caratteristiche principali.
Nicolò Cambiaghi: l’infortunio e il lungo stop
Nicolò Cambiaghi fa il suo esordio in maglietta rossoblù alla prima di campionato contro l’Udinese, quando subentra al 76’ per Riccardo Orsolini. Ed è proprio lì, sul prato del Dall’Ara che una scivolata gli è fatale: si rompe parzialmente il legamento crociato. «Mi sono sentito male» ha detto Cambiaghi «anche perché non pensavo fosse così grave. Ho fatto una scivolata, c’è stato un movimento un po’ strano, poi gli esami rivelano la lesione parziale non era rotto del tutto ma andava operato […]. È stato il mio primo infortunio grave in carriera, per giunta appena arrivato qui. Dopo l’operazione sono ripartito carico per riprendermi ciò che il destino mi aveva tolto. Tornare in campo è stato come ricominciare da capo, un nuovo inizio. Ora sto bene, la squadra va forte e riesco a darle una mano».
Durante il momento dello stop, Cambiaghi ha potuto contare sull’appoggio di Ferguson anche lui colpito dallo stesso infortunio la passata stagione: «Ero in tribuna quando è tornato a giocare: è stato emozionante perché abbiamo fatto una parte di riabilitazione insieme e ho visto quanto aveva lavorato. Vederlo così bene ha dato anche a me una speranza, come una luce: se Lewis è tornato così dopo una lesione peggiore della mia, posso tornare forte anche io. Mi ha aiutato tanto».
La Champions League mancata per un soffio, ma quest’anno può arrivare di nuovo
A causa dell’infortunio, Cambiaghi ha dovuto rimandare il suo esordio in Champions League, ma è fiducioso che il Bologna potrà arrivare alla più alta competizione europea anche quest’anno: «È il sogno di tutti, quest’anno mi è sfuggita ma ora possiamo lottare per quel posto. Per me è una benzina ulteriore: la Champions ci ha portato un bagaglio di esperienza prezioso, ha drenato energie ma ha portato anche tanti vantaggi». Tra le squadre avversarie per la corsa Champions, Cambiaghi ha detto di non temerne una nello specifico: […] Non ce n’è una che temiamo in particolare. Tante squadre in pochi punti, è ancora lunga e sarà lotta fino alla fine. Noi ora giochiamo un bel calcio: siamo sporchi quando dobbiamo esserlo e puliti in altre situazioni».
Nicolò Cambiaghi: lo “spaccapartite” del Bologna
Cambiaghi conta già 1 gol e tre assist in soli 238 minuti giocati. Non ha ancora esordito da titolare eppure, anche da subentrato, è stato decisivo in più di un’occasione. «Si sente lo spaccapartite del Bologna?» chiede Mossini, «Un po’ si» risponde ridendo Cambiaghi «Non avendo ancora i 90 minuti, mi piace essere usato così: entrare e cambiare la gara per la squadra, con il passare del tempo spero di avere più minuti, ma nel calcio di oggi con i cinque cambi, titolari e riserve non esistono più: spesso chi subentra è decisivo. Il gol di Verona è stato una liberazione, non segnavo da aprile 2024. Con il gioco di Italiano noi esterni veniamo chiamati in causa tante volte, arriviamo spesso negli ultimi 30 metri e dobbiamo fare la differenza».

Nicolò Cambiaghi in Bologna-Cagliari (©Bologna FC 1909)
La forza del Bologna è divertirsi
Cambiaghi ha poi raccontato della splendida azione da “calcio spettacolo” a cui ha partecipato, insieme ai suoi compagni, che ha portato al gol del 5-0 contro la Lazio. Una partita in cui tutta la squadra si è divertita e forse, il segreto per l’alchimia del gruppo è proprio questo, il divertirsi in campo: «Sì ci divertiamo, siamo un bel gruppo e ciò che ci circonda ci dà ulteriore forza. Al Dall’Ara c’è un ambiente incredibile che ci spinge oltre l’ostacolo, un valore aggiunto. Per me, dopo le esperienze con Reggiana, Pordenone ed Empoli, è una cosa nuova: mi piace sentire sul campo l’affetto di migliaia di persone, in casa come in trasferta».
L’attaccante rossoblù ha poi concluso l’intervista con un consiglio per la squadra: «Non dobbiamo pensare di essere arrivati, ma questa squadra è talmente intelligente che schiverà questo pericolo. Dobbiamo continuare a lavorare con il nostro spirito, uniti: con il passare del tempo crediamo sempre più a bissare la grande impresa, l’ambiente è positivo e sentiamo di poter puntare a qualsiasi cosa, con leggerezza, senza ossessioni, ma con la voglia di non avere rimorsi. Né in campionato né in Coppa Italia».
Fonte: Alessandro Mossini – Corriere di Bologna
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