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Servus, Freunde!

Allunga il Bayern battendo in casa un Hannover ancora in Bundesliga solo per la matematica. Bullen in vantaggio con Lewandowski, raddoppio di Goretzka, parziale rimonta di Jonathas – su rigore – che però prende due gialli nei quattro minuti successivi e finisce sotto la doccia: una perla di Ribery chiude il match. Dortmund suicida al Weserstadion: avanti con Pulisic e Alcacer si fa raggiungere nella ripresa da Möhwald e Pizarro che migliora ulteriormente il suo primato di marcatore più anziano della Bundesliga, portandolo a 40 anni e 213 giorni. Scintille a Magonza dove gli ospiti del RB Lipsia passano con la doppietta di Klostermann, Onisiwo accorcia e Werner fa ancora centro per gli ospiti: sembra finita ma Niakhaté e Mateta nel finale riequilibrano il punteggio. Il Bayer Leverkusen continua la sua folle stagione travolgendo l’Eintracht Francoforte con un punteggio tennistico, frutto dei gol di Havertz, Brandt, Aranguiz, Alario (doppietta) ed un’autorete di Hinteregger, mentre è di Kostic la rete delle Aquile: il tutto nei primi trentasei minuti del primo tempo. Non ne approfitta il Borussia Mönchengladbach che va addirittura sotto, in casa, contro l’Hoffenheim: Kadeřábek per gli ospiti, raggiunti da Ginter, ancora Amiri per i Biancoblu e pareggio in extremis di Drmic. Impattano Friburgo e Fortuna Düsseldorf – Grifo per i padroni di casa e Kownacki per i Renani – e Schalke ed Augusta, a reti bianche. Hertha Berlino senza freni sullo Stoccarda, con le marcature di Ibišević, Duda e Kalou: dell’intramontabile Gomez il punto della bandiera per gli Svevi. A Wolfsburg, i gol di Klaus e Tisserand condannano il Norimberga ad una quasi certa retrocessione.

 

RISULTATI

Magonza-RB Lipsia 3-3

Bayern Monaco-Hannover 96 3-1

Borussia Mönchengladbach-Hoffenheim 2-2

Hertha Berlino-Stoccarda 3-1

Wolfsburg-Norimberga 2-0

Werder Brema-Borussia Dortmund 2-2

Schalke 04-Augusta 0-0

Friburgo-Fortuna Düsseldorf 1-1

Bayer Leverkusen-Eintracht Francoforte 6-1

 

CLASSIFICA

Bayern Monaco 74

Borussia Dortmund 70

RB Lipsia 65

Eintracht Francoforte e Bayer Leverkusen 54

Borussia Mönchengladbach e Wolfsburg 52

Hoffenheim 51

Werder Brema 47

Fortuna Düsseldorf 41

Hertha Berlino 40

Magonza 37

Friburgo 33

Augusta 32

Schalke 04 31

Stoccarda 24

Norimberga 19

Hannover 96 18

 

Ed ora un salto indietro di 105 anni… Perché è proprio il 7 Maggio 1914 che, a Schweinfurt, nasce Andreas Kupfer. Mediano sinistro, cresce nel VfR Schweinfurt 07 per passare al più quotato 1. FC Schweinfurt 05 nel 1933, a soli 19 anni. Il calcio è appena stato riorganizzato dal nuovo regime che ha creato le Gauligaen e in quella bavarese ci sono squadroni i cui nomi mettono i brividi: Norimberga, Fürth, Monaco 1860 e il Bayern, fresco campione di Germania. Nonostante ciò, i rosso-nero-verdi riescono ad essere una presenza costante nella parte alta della classifica e Andreas è di certo tra gli artefici dell’impresa: dotato tecnicamente, mai fuori posizione e sempre in condizione atletica invidiabile, può essere considerato il Philip Lahm degli anni ’30/’40 e logica conseguenza è la chiamata in nazionale che arriva il 25 Aprile 1937 per la vittoria 1-0 contro il Belgio ad Hannover. Convocato per lo sfortunato mondiale del 1938, le sue prestazioni suscitano l’ammirazione di Vittorio Pozzo che lo vuole nel suo Resto d’EUropa che sfida gli inglesi, il 26 Ottobre dello stesso anno, perdendo peraltro 3-0. In Baviera, nel frattempo, le cose vanno bene e lo Schweinfurt riesce addirittura a vincere il torneo nel 1939 qualificandosi per il campionato tedesco ma, inserito nel sottogruppo 2b, cede al Dresdner a causa del quoziente reti. Andreas e compagni ripeteranno l’impresa nel 1942 ma alla fase finale escono agli ottavi contro il non certo irresistibile Strasburgo, che prenderà un sonoro 6-0 dai futuri campioni dello Schalke al turno successivo. Il 22 Novembre 1942 gioca per la 43esima volta con la Weißtrikot, a Bratislava contro la Slovacchia, vincendo 5-2: sarà l’ultima della Mannschaft prima che la guerra fermi l’attività. Ed esattamente 8 anni dopo, il 22 Novembre 1950, la Germania – stavolta Ovest – torna alla vita calcistica e Andreas, unico superstite dell’undici di Bratislava, c’è: è la sua 44esima ed ultima presenza in nazionale poi appende le scarpe al chiodo e si dedica alla suo lavoro di piastrellista, allenando contemporaneamente nelle serie minori. Il figlio Rolf seguirà le sue orme e conquisterà, con la stessa maglia del padre, da capitano, la Regionalliga 1966. In un intervista del 1978, a mondiale concluso da poco, Helmut Schön dirà di lui: “Andreas era un punto di riferimento fondamentale a centrocampo: avessi avuto uno come lui in Argentina. Quando giocava dietro di me, con la sua velocità, mi faceva sentire sicuro: con quel sinistro era in grado di aprire tagli enormi nelle difese, specialmente dalla fascia destra, accentrandosi. Un giocatore di talento enorme”. Si spegne il 30 Aprile 2001.

(nella foto Andreas Kupfer è il giocatore a destra)

Per domande, approfondimenti e curiosità potete venirmi a trovare su FUSSBALL, BITTE! o scrivere a fussballbitte@mail.de.

Friedl25

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